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Le opinioni dei trader su Easy Forex

Per quanto riguarda le opinioni che i trader hanno su Easy Forex possiamo fare una piccola carrellata dei commenti che si possono leggere a riguardo di questo broker. Ci sono clienti che dicono che questo broker sia il loro preferito, grazie anche alla possibilità di usare la piattaforma MetaTrader 4, per quanto riguarda i problemi questi sono davvero molto molto rari e si possono risolvere molto facilmente e nell’immediato qualora si riscontrassero. Alcuni sottolineano il fatto che si tratti di uno dei broker che sono più facilmente accessibili a tutti quei clienti che sono alle prime armi e addirittura lo consigliano proprio per muovere i primi passi.

Altri mettono in evidenza il fatto che sono molto soddisfatti anche se lo usano da poco tempo, quello che è importante però è che questi trader sottolineano che su altri broker hanno registrato delle perdite davvero molto notevoli, colpa dello slippage, mentre con Easy Forex questo non si è verificato. Ed è stato proprio l’orientamento verso il no-slippage a far scegliere a questi trader Easy Forex. In più hanno messo in evidenza come la piattaforma di Easy Forex sia molto facile da usare e senza alcun crash, e anche la facilità con cui si può usare la famosa MetaTrader 4.

Un altro cliente è rimasto per poco tempo all’interno del broker Easy Forex, ma in quel breve lasso di tempo ha avuto modo di apprezzare comunque la professionalità e la capacità di risoluzione delle problematiche che l’assistenza clienti offre ai propri clienti. Questo stesso cliente ha però rilevato il fatto che il materiale formativo che viene offerto non è certamente dei più completi e migliori, ma tale materiale dà la possibilità di formarsi abbastanza per coloro che sono alle prime armi. Inoltre per questo cliente anche la piattaforma operativa è davvero molto facile da usare e da navigare.

Le opinioni generali su Easy Forex

Quelle precedenti erano le varie opinioni su Easy Forex da parte dei clienti che hanno scelto di iscriversi a questo broker, ora passiamo invece alle opinioni più generali su questo broker. I punti fondamentali per quanto riguarda Easy Forex sono i seguenti:

  • Le piattaforme sono semplici, chiare e accessibili facilmente a tutti. Rispetto ad altri broker Easy Forex ha fatto in modo da semplificare il più possibile il design presente sulle piattaforme, questo fa in modo da rendere il tutto più facile nell’uso e nella navigazione, in modo quindi da poter accedere anche agli strumenti direttamente dalla piattaforma.
  • L’assistenza è molto utile e soprattutto gentile. Elemento sicuramente molto importante per qualsiasi broker di rispetto. Il servizio clienti di Easy Forex è perfetto, veloce nelle risposte e nella risoluzione dei problemi. Gli operatori hanno un atteggiamento cordiale e amichevole nei confronti dei vari trader e questo è sicuramente da non sottovalutare.
  • Si tratta di uno dei broker più conosciuti al mondo. Certo questo potrebbe essere una cosa risaputa, ma anche la reputazione di un broker è da tenere in ampia considerazione. Se si tratta di uno dei broker più conosciuti questo significa che comunque è un broker regolamentato dalle varie licenze e dalle varie commissioni. Inoltre la lunga storia che ha alle spalle, quando dal 2003 fece il suo ingresso nel mondo del trading online, sicuramente parla chiaro.

Conclusioni sul broker Easy Forex

Quello che possiamo dire su questo broker è il fatto che l’attività che porta avanti da ormai ben 17 anni, è un’attività solida, fatta comunque di successi, impegno nell’assistenza dei propri clienti e in più si tratta di una realtà sicura, molto solida e anche apprezzata a livello mondiale proprio per questi elementi che hanno fatto di Easy Forex uno tra i broker più apprezzati e conosciuti al mondo. Ribadiamo che questa dicitura non è campata per aria, ma anzi occorre guadagnarsela sul campo con impegno e costanza, cosa che Easy Forex ha fatto fin dal lontano 2003 quando ha avuto modo di guadagnarsi il rispetto dei primi clienti e successivamente una lunga serie di altri trader che hanno dato il loro felice consenso per poter lavorare con questo broker.Fonte: https://broker-forex.it/

Broker Contract for Difference, recensione e analisi con Compendium Value

Accanto ai Contract For Difference, nel settore delle materie prime da investimento, il trader può contare sugli ETF (Exchange – Traded Fund), ovvero su “fondi che replicano un indice sulle materie prime ed effettuano negoziazioni sulla borsa valori”. Broker di questo genere, ricorda Compendium Value, permettono di accedere a fondi che, leggendo le recensioni in rete, sono tutti a basse commissioni, gestiti in Borsa al pari delle classiche azioni. Scrive Compendium Value che gli ETF hanno come obiettivo fondamentale “l’andamento e il rendimento di indici azionari, obbligazionari o di materie prime da investimento”. Questi strumenti finanziari sono disciplinati dal mercato situato in Borsa e che prende il nome di “ETFplus”.

Una storia che inizia negli anni ‘90

I primi EFT sono nati negli Stati Uniti nei primi anni ’90, ma sono entrati nella tipologia dei titoli fruibili dagli investitori italiani sono dal settembre 2002. Da quel momento, gli EFT hanno conosciuto un successo sempre più grande, dimostrato dai volumi di scambio registrati e dall’elevato numero di ETF negoziati in ETFplus. Pertanto, gli EFT sono contratti finanziari che permettono un’attività sul mercato delle commodities, senza la necessità di possedere concretamente le materie prime da investimento. Gli ETF tra cui scegliere sono molti e diversi tra loro, che aprono a diverse possibilità. Di certo, è uno strumento finanziario di difficile fruizione, la cui applicazione è consigliabile da far gestire ad esperti nel settore, disposti a spendere il proprio tempo nella scelta di un ETF adeguato e che sappia rispondere alle esigenze del cliente – vedi la recensione di Compendium Value pubblicata dal broker. Infatti, operare ricorrendo ai fondi di investimento nell’ambito delle materie prime da investimento vuol dire soprattutto mettere in pratica un’operazione indiretta, puntando il proprio denaro su un business collegato. I fondi permettono un guadagno solo al salire dei prezzi, perché è vietato agire al ribasso. Inoltre, essendo azioni, l’andamento del fondo dipende dal trend seguito dalla materia prima su cui si è effettuato l’investimento, “dalle oscillazioni del mercato e dai punti di forza e/o debolezza di quella società”.

Compendium Value: perché investire nelle materie prime?

Nonostante i piccoli svantaggi, investire in ETF nell’ambito delle materie prime da investimento ha dei vantaggi importanti: la liquidità. Infatti, gli ETF sono facili da comprare o vendere, acquisendo o cedendo nuove quote senza perderne il valore; trasparenza, che consente una piena conoscenze degli ETF; versatilità: gli ETF consentono anche ai piccoli investitori di acquisire i principali indici, senza dover acquistare tutti i titoli presenti nel mercato; sicurezza, poiché il valore di un ETF viene restituito anche nel caso in cui una società possa fallire; efficienza, poiché un ETF è di facile gestione nei costi; strategia, che permette di attuare piani “multi-asset che sfruttino le tendenze di crescita di medio periodo dei mercati, basandosi sui trend macroeconomici”. Nella scelta di un ETF sarà necessario tenere in considerazione di molteplici fattori e questioni: “la quantità di masse che il fondo gestisce, che ne determinano la liquidità”; “La strategia di replica, fisica o sintetica”, tentando di preferire la prima; il costo; il modello di valuta; il provider, la società che gestisce il fondo, dando priorità ad aziende di accreditata qualità; premio/sconto, da mettere in pratica in determinate situazioni o momento temporali specifici del mercato.

A proposito delle azioni redimibili

Le azioni redimibili dette anche azioni riscattande sono azioni i cui titolari hanno il diritto di farle riscattare, a determinate condizioni, dalla società o dagli altri soci della medesima. Si trattano di azioni desumibili in forza dell’art. 2348 del codice civile (atipicità delle azioni di categoria) che rientrano nell’ambito delle operazioni di “finanziamento partecipativo”. Significa che, avendo la società il diritto potestativo di riscattare le azioni da uno dei suoi soci (cosiddetta azione di acquisto), le medesime società possono aumentare il capitale sociale. Il riscatto è una vera e propria opzione di vendita in favore dell’azionista. In ordine alle azioni riscattande esistono dei limiti, riguardanti principalmente i conflitti della clausola di riscatto in caso di prezzo pari o superiori al prezzo di acquisto delle azioni. La giurisprudenza, attraverso gli orientamenti della Corte di Cassazione, ha riconosciuto la tutela dell’attribuzione del diritto di vendita delle azioni al prezzo predeterminato dal socio e, alla luce di questo, gli esperti ritengono che le azioni siano redimibili quando abbiano una durata determinata, siano sottoposte ad una condizione non potestativa e non predeterminino un prezzo di riscatto inferiore al costo di acquisto.

Per fortuna c’era questo post di Compendium Value che…

Avevamo ricevuto circa 7 mesi fa questo interessante approfondimento dal blog di Compendium Value, riguardante le previsioni del mercato immobiliare per il 2021. Il 2020, di certo, passerà alla storia come un autentico “Annus Horribilis”, segnato dalla pandemia da COVID – 19 e dalle catastrofiche conseguenze che ne sono derivate. Nonostante tutte le negatività che si è portato dietro, però, il 2020 e il confinamento dovuto dal lockdown che ha bloccato interi paesi in casa hanno permesso a molti di riscoprire quanto sia importante la casa. Infatti, secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate, nel terzo trimestre del 2020, il periodo post – lockdown dunque, ha fatto rilevare una ripresa del settore immobiliare. A tal proposito, il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia, aveva affermato come l’isolamento imposto dalla pandemia abbia modificato alcuni meccanismi del mercato immobiliare, ma la casa è tornata al centro dei progetti e delle strategie di molte famiglie. Sulla stessa lunghezza d’onda si era posta la responsabile dell’Ufficio Studi Tecnocasa, Fabiana Megliola. Quest’ultima, infatti aveva affermato come molti italiani abbiano mostrato compiacimento per la casa in cui abitano già, mentre altri hanno pensato a cercarne di migliori, attratti da dimensioni più ampie e, soprattutto, dall’eventuale presenza di spazi all’esterno.

L’importanza del recupero crediti

Esiste un problema che affligge la maggior parte delle medie-grandi aziende che viene spesso ignorato dagli imprenditori e che può portare nel lungo periodo anche al fallimento: il recupero crediti.

Il recupero crediti è l’insieme di attività che permettono ad un’azienda di recuperare i crediti insoluti da clienti non paganti e fornitori. Le fatture non pagate per mancanza di liquidità finanziaria rappresentano un vero e proprio ostacolo alla crescita di un’azienda, nonché uno dei motivi principali del fallimento.

La Società di recupero crediti NSK Credit Management che svolge attività di consulenza a Novara e nel resto d’Italia si occupa proprio di fronteggiare questo problema, proponendosi come leader strategico per questa attività.

Le grandi società, da una parte sottovalutano l’impatto globale che i mancati pagamenti possono generare e dall’altra pensano/sperano che i commerciali interni possano recuperare i crediti in autonomia.

Purtroppo nel 90% dei casi questo non avviene e porta oltre al dispendio economico anche ad un dispendio di risorse interne che sono così tenute a svolgere un lavoro per cui non hanno skills adeguate e che porta anche a trascurare le principali attività giornaliere.

Gli imprenditori che hanno compreso l’importanza di questa attività si rivolgono sicuramente ad una società di recupero crediti specializzata con un team di legali pronto a supportare l’azienda in qualsiasi circostanza.

Come funziona l’attività di recupero crediti

L’attività di recupero crediti è composta da due fasi, la prima che viene definita la fase di recupero crediti stragiudiziale, cioè quella fase in cui in modo bonario il team specializzato fa comprendere la situazione al debitore e trova un accordo per fare in modo che questo paghi la somma stabilita.

Questa fase include tutta una serie di attività come:

  • l’analisi del debitore per capire se e come effettivamente il debitore sia solvibile o meno prima di intraprendere una causa legale; 
  • la diffida ad adempiere per legittimare l’intervento del team legale; 
  • l’attività di phone collection in cui si intima il debitore a pagare con giuste strategie comunicative;
  • il recupero crediti domiciliare in cui un procuratore stragiudiziale fa visita al domicilio del debitore;
  • il preavviso di azione giudiziale che precede la fase di diffida legale;
  • la diffida legale che rappresenta l’ultima fase stragiudiziale posta in essere per definire l’obbligazione con il debitore;
  • la chiusura della pratica con un report completo per il cliente e l’eventuale consulenza per proseguire con l’attività giudiziale.

Una volta completato questo ciclo di attività nel caso in cui l’esito non fosse stato positivo è possibile proseguire con l’attività di recupero crediti giudiziale. Molte società si fermano a questo punto perché sono specializzate sono ed esclusivamente nella prima parte, mentre nel caso della NSK Credit Management il team legale è specializzato in questo settore da più di 15 anni, motivo per cui può seguire il cliente dall’inizio alla fine.

Nella maggior parte dei casi, soprattutto per determinati tipi di importi economici, non è necessario proseguire con l’attività e il risultato risulta essere raggiunto già dopo l’attività stragiudiziale, ma nel caso fosse necessaria anche consulenza legale sicuramente la scelta ideale è quella di affidarsi ad una società che si occupi di tutti gli aspetti del recupero crediti.

Una società di recupero crediti affidabile può essere la migliore scelta che un’azienda può fare per garantire stabilità e crescita a livello finanziario nel lungo periodo.

Regime forfettario: un vantaggio fiscale da sfruttare

Si parla di regime forfettario per indicare un sistema fiscale agevolato che differisce dalla classica partita Iva. Riserva un’aliquota del 15% sull’imponibile, percentuale che si riduce al 5% per i primi cinque anni per coloro che abbiano avviato una nuova attività.

Prima della legge di stabilità 2018, i requisiti per accedere al regime forfettario erano:

  • non superare certi limiti per i ricavi e i compensi;
  • non superare il limite di 5 mila euro di spese per lavoro dipendente;
  • non superare il limite di 20 mila euro per il costo dei beni strumentali.

Con la Legge n. 145/2018 è stato stabilito un solo requisito di accesso, ovvero che ricavi e compensi restino nei limiti di 65 mila euro. Chiedendo una Consulenza Aziendale presso un’agenzia di esperti, verrai sicuramente informato di tutti i particolari concernenti il regime forfettario per capire se sia 8l sistema fiscale migliore per te.

Il calcolo delle tasse quando si parla di regime forfettario si basa su passaggi lunghi seppure molto semplici. Come prima cosa devi effettuate il calcolo del reddito imponibile (laddove per reddito imponibile si indeterminato la parte di guadagno su cui si applicano il 15% di tasse). Per stabilire il reddito imponibile, debitamente fate riferimento al codice ATECO per cui hai optato quando hai aperto la tua attività. Per ognuno di essi, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito un coefficiente di redditività (cioè una percentuale) che va moltiplicato poi per il reddito. Se non sai dove recuperare i coefficienti dei codici ATECO, puoi collegarti al sito ufficiale dell’ISTAT.

Dopo aver determinato questo primo importo, puoi passare alla situazione dei contributi previdenziali obbligatori che sono diversi sulla scorta di vari fattori. Per stabilire a quanto sia l’ammontare dei contributi che sei tenuto a versare, puoi chiedere sempre al consulente o al commercialista a cui ti sei affidato così da avere maggiore contezza del calcolo che devi fare. Immaginiamo che tu sia tenuto a versare 7.500 euro di contributi. E immaginiamo che il tuo reddito imponibile sia pari a circa 23.400 euro. Sottrai a quest’ultimo i contributi versati e otterrai così una terza somma, ovverosia 15.900 euro. A questo punto, devi effettuate la moltiplicazione dell’importo che hai ottenuto per 15% (l’aliquota prevista per il forfettario). Proseguendo nel nostro esempio, le tasse che dovrai pagare per un guadagno annuo di 30 mi,a euro ammonteranno a 2.385 euro (15.900 moltiplicato 15%).

Come si evince dall’esempio appena riportato,  l’imposta in regime forfettario  va a sostituirsi a tutte quelle che di solito sono previste (imposte sui redditi, addizionali re