Archivio della categoria: Finanza italiana

Gli strumenti finanziari utilizzati dagli operatori professionali

Gli operatori professionali per il loro trading utilizzano una vasta gamma di strumenti finanziari (IF), proprio come fanno piccole e medie imprese (PMI), grandi organizzazioni note come Bigs: piccoli importatori, fornitori di servizi, grandi società multinazionali o istituzioni finanziarie globali. Un uso appropriato degli strumenti finanziari consente quindi al trader di poter operare con una maggiore professionalità.

Tuttavia, l’utilizzo degli strumenti finanziari varia in base al grado di complessità delle transazioni, pertanto, tendono a seguire le dimensioni stesse del suo business.

La definizione di strumento finanziario

Uno strumento finanziario offre molte opportunità tutte diverse tra loro. Quelli più noti sono le azioni e le obbligazioni, ma tuttavia sui mercati ce ne sono tanti altri e in molti casi è possibile anche combinarli tra loro. Inoltre va detto che nel caso dei mercati finanziari, anche per gli strumenti vale lo stesso concetto; infatti, quelli disponibili per il trading non sono tutti presenti online, pertanto per averne a diposizione un buon numero e quindi poter operare in modo professionale è necessario affiliarsi ad un broker che sia autorizzato dalla Consob per il mercato italiano.

Nello specifico citiamo quello denominato STOFS, che di recente ha aperto anche un ufficio di trading a Milano, quindi ciò conferma che è autorizzato ad interagire sul mercato di questo territorio. Aprire un conto con STOFS significa dunque avere a disposizione svariate tipologie di strumenti finanziari tra cui azioni, obbligazioni strumenti aziendali (corporate), titoli di enti sovrannazionali e titoli di Stato. Ci sono poi i cosiddetti derivati che comprendono future, opzioni, CFD (contract for difference), le opzioni binarie, i tassi di cambio, i warrant, gli ETF (Exchange Traded Fund), gli ETC (Exchange Traded Commodity) e gli ETN (Exchange Traded Note).

Le azioni e le obbligazioni nel dettaglio

Le azioni cosi come le obbligazioni vengono definiti strumenti finanziari partecipativi in quanto permettono di prenderne parte, con svariate modalità. Le azioni sono nello specifico la parte del capitale di una determinata società, per cui acquistandole si diventa a tutti gli effetti dei soci. Nel trading professionale questi strumenti assumono un carattere speculativo e quindi sono oggetto di analisi fondamentale e tecnica oltre che subordinate alle notizie di mercato e alle eventuali evoluzioni dell’assetto societario di un ente o azienda.  Le azioni più scambiate dai trader italiani sono quelle del mercato domestico (MTA), ovvero alla borsa come ad esempio quella di Milano. Per chi pratica del trading, le azioni sono tra l’altro gli strumenti finanziari più utilizzate in Italia e in altre parti del mondo. I broker come il suddetto STOFS offrono in merito al mercato azionario validi strumenti di supporto e soprattutto delle piattaforme adeguate e professionali con oltre 300 strumenti tecnici e alcuni indicatori fondamentali, tutti indispensabili per massimizzare i risultati in termini di investimenti e relativi profitti.

Le obbligazioni sono parti del debito di una società, oppure di uno Stato, o ancora di un qualsiasi ente pubblico, nazionale o sovranazionali, e vengono emesse allo scopo di raccogliere dei capitali. In Italia le obbligazioni vengono utilizzate soprattutto per l’investimento a medio – lungo termine. Le differenti tipologie presentano tuttavia dei fattori di  rischio e che vanno quindi valutati con la massima attenzione.

Cosa sono i derivati?

I derivati possono essere sia dei contratti che dei titoli. Questi ultimi in gergo vengono anche definiti con l’appellativo di cartolarizzati o securitized derivatives e possono essere emessi soltanto da istituti autorizzati che a loro volta non hanno la possibilità di emettere anche il sottostante. Tra i vari tipi di contratti derivati troviamo le future, le opzioni, i CFD e le opzioni binarie, mentre a riguardo dei cartolarizzati ci sono i certificati e i covered warrant. I derivati sono tra l’altro gli strumenti in assoluto più utilizzati subito dopo le azioni e siccome presentano diverse caratteristiche tecniche piuttosto complesse, per negoziarli bisogna tener conto delle tante variabili che influiscono sia sul contratto che su un titolo e relativo sottostante.

Gli utili di Sogefi aumentano

Il Consiglio di Amministrazione di Sogefi SpA, che si è riunito oggi a Milano sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2011. Sogefi, società di componentistica per autoveicoli del gruppo CIR, ha registrato ricavi e utili in crescita con un progresso del 15,1% rispetto al dato del corrispondente periodo del 2010 (457,6 milioni di euro). I maggiro aumenti si sono avuti negli Stati Uniti (+72,8%), grazie all’entrata a regime delle produzioni avviate nel corso del 2010. Grandi ricavi crescono anche in Brasile (+13,9%), Cina (+18,4%), Europa (+13,2%, con l’importante contributo dei veicoli industriali, le cui vendite sono aumentate del 49%) e India (+29,9%).E’ evidente il miglioramento del risultato operativo rispetto all’esercizio precedente (+29,3%), attestandosi a 41,4 milioni di euro (7,9% dei ricavi) rispetto ai 32 milioni (7% dei ricavi) nei primi sei mesi del 2010. Nel secondo trimestre del 2011 il risultato operativo è stato pari all’8,7% dei ricavi, avverso il 7% del primo trimestre 2011 e all’8,1% del secondo trimestre del 2010. Il margine operativo lordo (EBITDA) consolidato ha raggiunto i 52,8 milioni di euro (10% dei ricavi), in crescita del 16,6% rispetto a 45,3 milioni nel primo semestre del 2010 (9,9% dei ricavi).L’EBIT consolidato ha raggiunto, poi, la quota di 30,6 milioni di euro (5,8% dei ricavi).


Cgil: la manovra penalizza i dipendenti pubblici

Sarà dura la vita dei dipendenti pubblici che la manovra penalizzerà fortemente. Per essi si stima che perderanno mediamente 8.000-8.500 euro in 4 anni, sommando le due manovre, quella da poco pubblicata in Gazzetta ufficiale e quella del 2010. Si calcola, poi, che al 31 dicembre 2014, la perdita sulle retribuzioni sarà di 210-215 euro al mese per dipendente. A rendere noti questi dati drammatici è proprio il responsabile del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile. Gentile precisa che questa situazione deleteria per i dipendenti pubblici proviene dal mancato rinnovo dei contratti e dal blocco delle retribuzioni protratto almeno al 2014. A quanto sembra gli incrementi salariali avverranno solo a partire dal 2015, ma ritenuto che , per gli anni 2015-2017, si ricalcolerà solo l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale, ancora non c’è nulla di certo, proprio perché le problematiche finanziarie ci saranno sempre. Si rischia, quindi, che il rinnovo dei contratti avverrà solo a partire dal 2018. Gentile ha dichiarato apertamente che ci sarà una grande mobilitazione per evitare che tutto ciò non accada, anche perché il lavoro pubblico e le pubbliche amministrazioni sono risorse per crescere e non costi da eliminare.


Piazza affari torna ad esultare

Piazza Affari mostra una ripresa, dopo i risultati dell’asta dei BOT annuali. C’è stata un’ampia copertura della domanda dei titoli, benché il rendimento sia arrivato sino al 3,67%. Anche l’asta dei titoli di stato della Grecia a 6 mesi è stata ottima . Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco con scadenza dieci anni è arrivato al di sotto dei 300 punti, giungendo, addirittura, a 353 punti nella mattinata. Il FTSEMib è aumentato dell’1,02%, ma nella mattinata ha perso il 5% . Intesa Sanpaolo e Unicredit, dopo un pessimo avvio hanno avuto risultati positivi. Monte dei Paschi di Siena, invece, ha guadagnato il 3,57% a 0,51 euro. In base alle dichiarazioni rese dal direttore del Mps al Sole 24 si è appreso che manca poco alla cessione di alcuni immobili della banca, portando alla banca toscana un beneficio di 40 punti base sul core tier 1. Inoltre il direttore del Mps ha dichiarato l’esistenza di trattative per la cessione di Consum.it.
UBI Banca, invece, ha avuto un aumento del 4,77% a 3,646 euro. L’istituto ha dichiarato, inoltre, l’avvenuta sottoscrizione di altre 5.706.984 azioni, pari al 2,17% del totale delle azioni emesse che sono state appena offerte, per un controvalore totale che ammonta a 21,73 milioni di euro.