Gianfranco Rienzi (commercialista a Firenze), professionisti e PMI guardano alla rottamazione

La nuova proposta di sanatoria fiscale, conosciuta come “rottamazione quinquies”, è al centro del dibattito parlamentare e promette di introdurre una definizione agevolata dei debiti tributari più flessibile e sostenibile rispetto alle precedenti misure. Presentata dalla Lega a fine 2024 e ora in discussione al Senato, l’iniziativa mira a consentire un rientro graduale verso la regolarità fiscale, con un piano di pagamento che può estendersi fino a 120 rate mensili, pari a dieci anni. Si tratta di un intervento che, se approvato, troverà spazio nella Legge di Bilancio 2026 e potrebbe avere effetti significativi sull’equilibrio finanziario di molte attività economiche, in particolare di quelle colpite da crisi di liquidità negli ultimi anni.

Sentiamo Gianfranco Rienzi, esperto commercialista di Firenze e revisore contabile: “La principale novità rispetto alle rottamazioni precedenti è la possibilità di dilazionare il debito senza maxi-rate iniziali e con una maggiore tolleranza in caso di ritardi: il contribuente decadrebbe dal beneficio solo dopo il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive. Inoltre, il perimetro temporale è più ampio, includendo i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023.” 

Restano esclusi i debiti legati ad aiuti di Stato illegittimi, sanzioni penali e sentenze di responsabilità della Corte dei Conti per danno erariale. Il governo ha chiarito che la misura non sarà generalizzata: per accedere ai vantaggi sarà necessario dimostrare una condizione di effettiva difficoltà economica, probabilmente tramite attestazione ISEE o parametri oggettivi che ancora devono essere definiti.

Per imprenditori e liberi professionisti, la rottamazione quinquies potrebbe rappresentare un’opportunità per ristrutturare la posizione fiscale senza compromettere la continuità aziendale – continua il commercialista Gianfranco Rienzi. “Molte imprese, soprattutto PMI, hanno accumulato debiti fiscali e contributivi a causa delle difficoltà incontrate durante la pandemia, l’aumento dei costi energetici e le tensioni sui mercati. Con piani di pagamento ordinari spesso troppo rigidi e con interessi che aumentano il peso complessivo del debito, questa nuova misura può offrire un percorso più realistico per ripianare le esposizioni, recuperare credibilità bancaria e ripristinare la possibilità di partecipare a gare pubbliche o di accedere a finanziamenti garantiti”, conclude. 

Dal punto di vista strategico, allungare l’orizzonte di rientro a dieci anni significa liberare capitale circolante per investimenti e gestione corrente, evitando di drenare risorse preziose per la sopravvivenza del business.

Tuttavia, la ciclicità delle sanatorie solleva questioni di principio e di politica economica. Un sistema fiscale che periodicamente ricorre a misure straordinarie rischia di minare il senso di certezza e prevedibilità delle regole, penalizzando chi ha scelto di adempiere regolarmente. Per questo la rottamazione quinquies è stata presentata non come un condono generalizzato, ma come uno strumento di compliance selettiva, destinato a ridurre il contenzioso e a consentire allo Stato di recuperare entrate altrimenti difficilmente esigibili. Resta da capire se i criteri di accesso saranno sufficientemente rigorosi per evitare fenomeni opportunistici e se l’Agenzia delle Entrate sarà in grado di gestire con efficienza la mole di domande attese.

Dal punto di vista operativo, la digitalizzazione dei processi di adesione consentirà ai contribuenti di presentare domanda online e ricevere un piano di pagamento personalizzato. Ma per molte aziende sarà cruciale un’analisi preventiva della propria posizione, con l’assistenza di consulenti fiscali o legali esperti, per valutare la convenienza dell’adesione e pianificare in modo sostenibile il rimborso del debito. 

Le scadenze di presentazione delle domande e di pagamento delle rate, ancora da definire, rappresenteranno un altro elemento chiave: la puntualità sarà indispensabile per non decadere dal beneficio e non tornare alla situazione debitoria originaria, comprensiva di sanzioni e interessi.

In un momento in cui molte imprese italiane stanno tentando di consolidare la propria posizione finanziaria per affrontare nuove sfide di mercato, la rottamazione quinquies si prospetta come un’arma a doppio taglio: da un lato, una concreta possibilità di uscita dall’impasse fiscale, dall’altro un banco di prova per la coerenza e l’affidabilità del sistema tributario nazionale. Se ben calibrata, potrebbe rafforzare la compliance, migliorare i flussi di cassa delle imprese e incentivare una ripresa più solida; se mal gestita, rischia di alimentare l’idea che il rispetto tempestivo delle regole fiscali non sia essenziale. La partita, ora, si gioca tutta nel percorso parlamentare e nella capacità del Governo di dare forma a un meccanismo equilibrato, trasparente e realmente sostenibile per il tessuto imprenditoriale italiano.

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