Archivio mensile:Aprile 2010

Si chiama conflitto d’interessi il vero tarlo che corrode la finanza Usa

«Temo fortemente che il caso Goldman Sachs non resterà isolato. Sta emergendo in modo drammatico quello che è stato sicuramente il problema numero della finanza americana in questi anni: gli spaventosi conflitti d’interesse». Un termine quest’ultimo che a noi italiani suona familiare, ma per tutt’altri motivi. A Wall Street il problema è il seguente: «Non è possibile che in una stessa entità si concentrino l’emissione di titoli e la loro certificazione», insiste Michael Spence, premio Nobel 2001, uno dei più prestigiosi economisti americani e anche dei più critici e più outspoken (nel senso che parla chiaro) verso lo strapotere del complesso bancariofinanziario. Spence, classe 1942, è al Cuoa di Altavilla, dove è stato accolto dal presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato, per una serata in suo onore nell’ambito del Festival delle Città Impresa. Nel nostro paese peraltro è di casa per essere stato a lungo visiting professor alla Bocconi (dopo gli anni di Stanford l’anno prossimo insegnerà alla Nyu) e anche per avere una moglie e due figli piccoli milanesi: «Vorrei che facessero le elementari in Italia e poi restassero perfettamente bilingui e biculturali».

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Geronzi a Trieste il Generale nel suo labirinto

C’è un retrogusto amaro, nella staffetta al vertice delle Generali. L’uscita di scena dell’ottuagenario Antoine Bernheim è stata assai mesta, e condita da gocce di curaro che non hanno risparmiato nessuno: dai nuovi soci di Trieste (Caltagirone) ai vecchi amici di Parigi (Bollorè). «La mia vita era il mio lavoro», ha confessato. Come a dire che ora, finito il lavoro, finisce anche la vita. Una confessione marqueziana, da «Autunno del Patriarca», che rende bene l’idea di cosa erano ormai diventate le Generali. Una gloriosa compagnia che ha fatto un pezzo di storia d’Italia e di Mitteleuropa, e che ha dato persino un impiego a un giovane Franz Kafka, ma che ormai era un po’ ripiegata su stessa e sul suo passato.

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